Si ammalano di autismo 4-5 bambini ogni 10000 nati, si manifesta per lo più nei primi 30 mesi di vita.
Il bambino che soffre di autismo non riesce essenzialmente a stabilire relazioni comunicative con gli altri. Non parla o parla poco e molto tardivamente. Non manifesta gesti spontanei verso le altre persone, non si protende verso chi vuole prenderlo in braccio e non risponde ai rumori.
Questi bambini sono tuttavia attratti da oggetti particolari come, ad esempio, una lampadina. In alcuni casi hanno particolari capacità intellettive: possono manifestare acute capacità di calcolo matematico e avere molta memoria, mentre, nello stesso tempo, possono non capire aspetti elementari della realtà.
Molto spesso hanno difficoltà a distinguere se stessi dagli altri, a volte presentano improvvise crisi di pianto. L’autismo ha origine in certi casi genetica e altre volte origina da un grave disturbo nel rapporto del bambino con la madre a livello emotivo, durante le fasi iniziali della sua vita.
Come sottolineano le opere di Freud, Melanie Klein, Bion e i più recenti lavori di Goleman (L’Intelligenza Emotiva) e Greespan (L’Intelligenza del cuore) è il rapporto empatico, di amore con l’ambiente, che sviluppa l’intelligenza e l’equilibrio mentale del bambino.
Lo psicoterapeuta nei casi di origine prevalentemente psicologica deve risarcire questi piccoli pazienti dell’amore che è mancato loro e, contemporaneamente, deve risolvere i problemi del bambino, interpretando le sue psicodinamiche inconsce tramite l’osservazione e l’interpretazione dei suoi giochi e dei suoi atteggiamenti (Klein).
Noi riteniamo importante che lo psicoterapeuta inizi anche un approccio terapeutico con i genitori che consenta di modificare i loro atteggiamenti errati e quindi di migliorare l’ambiente nel quale il bambino vive.
La schizofrenia è caratterizzata dai seguenti sintomi:
• perdita della capacità di ragionare secondo logica;
• deliri: interpretazioni errate di una realtà inesistente creata fantasticamente dalla mente del paziente;
• allucinazioni: percezioni senza oggetto del percepire;
• mancanza di una normale affettività.
Esistono diverse forme di schizofrenia quali: schizofrenia ebefrenica (in cui l’elemento principale è la scarsa capacità critica, l’insufficienza del pensiero logico, affettività di tipo infantile); schizofrenia catatonica (in cui il malato è caratterizzato da rigidità motoria e oppositività a qualsiasi stimolo esterno verbale e fisico); schizofrenia paranoide (ove prevalgono gli aspetti deliranti quali mania di grandezza e mania di persecuzione).
La cura è prevalentemente psicofarmacologica ma è quasi sempre utile che lo psicoterapeuta associ una psicoterapia mirante a ristabilire un equilibrio affettivo che consenta di modificare la percezione persecutoria del mondo esterno.
È una psicosi caratterizzata da perdita grave di contatto con la realtà: è spesso presente mania di persecuzione, origina da gravi stress emotivi. Lo psicoterapeuta può in questi casi offrire una terapia psicofarmacologica in associazione con le stesse tecniche adoperate per la cura della schizofrenia.
La paranoia è caratterizzata da uno o più dei seguenti sintomi: delirio di grandezza, delirio di persecuzione, delirio di gelosia.
Nei casi di pazienti affetti da paranoia un atteggiamento di grande amore per il paziente è di fondamentale importanza per guarire questi psicotici, poiché crea nella loro mente un mondo buono al posto delle loro percezioni di tipo gravemente persecutorio.
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